domenica 11 maggio 2008

CLAUDIO FAVA NUOVO COORDINATORE NAZIONALE


Sinistra Democratica avvia assemblee provinciali per la costituente di sinistra.
Il Comitato promotore di Sinistra Democratica riunitosi a Roma il 10 maggio, ha eletto quasi all’unanimità (due soli voti si di astensione e nessun contrario) Claudio Fava coordinatore nazionale del Movimento. La proposta di chiamare a questa responsabilità il parlamentare europeo è stata avanzata da Fabio Mussi, coordinatore dimissionario, a nome dell’intero Direttivo, alla fine della relazione introduttiva dei lavori dell’organismo dirigente.

Nel corso della sua introduzione (il testo integrale sarà online nei prossimi giorni) Mussi ha analizzato le ragioni della sconfitta della sinistra alle scorse elezioni ed ha affermato che la Sinistra in Italia non è morta, esiste nella società nella cultura, nei valori cui si ispirano milioni di donne e di uomini. Ed anche Sd è viva ed ha una funzione da svolgere. La funzione, l’obiettivo politico del Movimento varato il 5 maggio di un anno fa, secondo l’ex ministro dell’Università, è rilanciare il progetto all’origine della nascita di Sinistra Democratica: rinnovare e unire la sinistra.

È necessario, quindi, lanciare la Costituente della sinistra con tutti quelli, forze politiche e sociali, singoli uomini ne donne, che condividono questo obiettivo, una sinistra con una forte cultura di governo e che si pone il tema strategico della costruzione di un nuovo centro sinistra. Questo il cuore della proposta politica, per renderla concreta è stata avanzata da Mussi l’idea anch’essa approvata dal Comitato promotore, di convocare per il primo fine settimana di luglio la Assemblea nazionale di Sd, preparata da assemblee provinciali, che discuterà e approverà la piattaforma politica per il lavoro dei prossimi mesi, varerà lo statuto definitivo del Movimento e eleggerà i nuovi organismi dirigenti.

“La sinistra in Italia è viva” è la frase con cui Claudio Fava ha iniziato il suo intervento, ma questa frase è anche il centro di un progetto politico, quello di mettere l’originalità e l’autonomia di Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo al servizio della costruzione di un nuovo soggetto politico della Sinistra. Secondo il neocoordinatore di Sd la sconfitta elettorale viene da lontano, dai mutamenti sociali e culturali che si sono stratificati nel nostro Paese e che hanno portato ad un vero e proprio cambio del senso comune che noi, la sinistra, non abbiamo capito e non abbiamo saputo interpretare.

Il primo a scrivere a Fava è stato il segretario del Pd: «i migliori auguri per l'incarico di coordinatore della Sinistra democratica». Ma soprattutto Veltroni ha voluto ricordargli che «il voto ci consegna una situazione politica profondamente mutata e impone a ciascuno di dare risposte ai problemi del Paese. Per questo motivo, nel pieno rispetto delle diverse posizioni espresse dal Partito democratico e da Sinistra democratica e della loro reciproca autonomia credo sia opportuno fissare in tempi ravvicinati un incontro di lavoro». E la risposta non si è fatta attendere: «Caro Walter - scrive Fava - sono pronto ad incontrarti. Sarà occasione per mettere nuovamente al centro del nostro comune sforzo per un nuovo centrosinistra in questo Paese. Ciascuno - prosegue - con l'autonomia delle proprie posizioni e del proprio percorso, ma sapendo che, su un piano di pari dignità, una collaborazione proficua è possibile tra Pd e il nostro progetto di Costituente di Sinistra».

ll Comitato promotore ha varato il Regolamento per la Conferenza nazionale, il testo completo sarà pubblicato lunedì pomeriggio. Infine, sulla base della discussione che si è svolta nell’organismo dirigente sarà varato un Documento politico che verrà anch’esso pubblicato sul nostro sito così che possa essere eventualmente integrato per poi, nella versione definitiva, inviato alla discussione delle assemblee provinciali.

sabato 10 maggio 2008

TUTTI I NOSTRI ERRORI. IL PRIMO 5 ANNI FA


Intervista a Fabio Mussi pubblicata su Il Manifesto l'8 maggio 2008

«Nel 2003 non abbiamo dato risposte ai movimenti. In campagna elettorale abbiamo fatto un gioco delle parti con Veltroni. Ma un tentativo ancora va fatto. Alle europee». Il 26 luglio di due anni fa Fabio Mussi, ministro della ricerca da un paio di mesi, minacciò le dimissioni di fronte al taglio delle risorse per l'università deciso dal collega Padoa Schioppa. Adesso, che sta portando via le ultime cose dallo studio all'Eur che da stasera sarà di Mariastella Gelmini, ripensa a quel passaggio, «forse avrei fatto bene a dimettermi, questi due anni sono stati terribili, la sinistra era sottorappresentata al governo e noi ministri dell'arcobaleno abbiamo dovuto combattere su troppi fronti». Il risultato del 14 aprile, che ha colto Mussi in piena convalescenza da un'operazione che lo ha tenuto via dalla campagna elettorale, dimostra che i ripensamenti sono tutti utili: «E' stato un catastrofico fallimento».

E' passato un mese dalle elezioni, nella sinistra arcobaleno sono partite le ostilità fratricide ma non la riflessione sul tracollo. Incapacità o incoscienza?
Il fatto è che quello di aprile è stato un risultato epocale, richiede un'analisi complessa. Si è chiusa una fase iniziata nel 1992-93 quando il quadro politico della Repubblica si era ricomposto con i nuovi partiti eredi della Dc e del Pci. E' iniziata allora una lunga partita a scacchi rimasta per 15 anni sostanzialmente in equilibrio. Quando aveva vinto Berlusconi era andato in crisi subito, Prodi era durato due anni, poi i governi D'Alema e Amato, poi il 2001 con Berlusconi che resta in sella cinque anni ma cambiando ministri in continuazione e con una forte opposizione sociale, offrendo comunque una senso di instabilità. E poi la nostra vittoria illusoria di due anni fa, come solo adesso riconosce Veltroni.

Dice «abbiamo fatto finta di avere vinto», perché allora non c'era il Pd.Falso, l'ipotesi del Pd era già fortemente in campo. E se con il discredito internazionale di Berlusconi, le leggi vergogna, la crescita zero si vinse per 24mila voti era il caso di preoccuparsi. Ed ecco il risultato del 2008 che è un vero finale di partita. Il lungo tira e molla durato 15 anni si è concluso con un deciso spostamento a destra. Non c'è mai stato un parlamento così clericale in Italia. Il paradosso è che il Pd era partito alla conquista dell'America ma si ritrova come il Pci: sostanzialmente senza prospettive, chiuso. E senza il radicamento sociale, la forza intellettuale e i legami internazionali del Pci. Ha assorbito i radicali, portato via la metà degli elettori di sinistra ma ha solo 100mila voti in più della somma di Ds e Margherita. Arriva al 33% perché c'è stato un calo dei votanti.

Parliamo invece del 3% della sinistra arcobaleno.
Non sfuggo, dico anzi che il nostro tentativo è stato tardivo e pasticciato e per questo fallimentare. Vorrei però cercare le cause alla loro origine, il ritardo è di molti anni. Tra il 2001 e il 2003, da Genova al social forum di Firenze, l'Italia partecipò non poco a quella che il New York Times definì la seconda superpotenza mondiale. Il movimento pacifista e alteromondista si sommò alla crescita del movimento sindacale sui diritti dei lavoratori, i 3 milioni per l'articolo 18. Poi l'opposizione a Berlusconi, i girotondi. C'era una battaglia politica forte nei Ds. E la sinistra ha lasciato passare quella fase senza riuscire a dare a quei movimenti una rappresentanza politica minimamente adeguata. Stiamo parlando di cinque anni fa, non del secolo scorso.

Ad un'assemblea del manifesto nel gennaio 2005 tu invitasti a guardare anche oltre il 13% che era allora la somma delle forze di sinistra.Da allora si è persa una quantità incalcolabile di battute. Ci sono state complicazioni, come Cofferati che appare come possibile leader e poi si ritira. Ma la sostanza è che c'erano le condizioni e non siamo riusciti a costruire qualcosa di diverso a sinistra. Perché? Perché ha prevalso la logica settaria delle appartenenze. La frammentazione, la competizione che in un certo momento può anche essere un elemento di forza, ma alla fine è diventato un peso mortale.

Ma il 2008 non dimostra il contrario, che l'unità improvvisata non paga?Così certo: durante la campagna elettorale che ho seguito da un letto di ospedale capivo che ripetere sempre "non siamo un cartello elettorale" voleva dire il contrario, "siamo proprio un cartello elettorale". Da quando siamo usciti dai Ds nel 2007 sono cominciati mesi estenuanti, guardinghi. Ad ottobre il Pd ha fatto le primarie, con tutti i limiti ma ha chiamato 3 milioni di persone. La sinistra ha fatto una manifestazione, quando era il momento di fare un partito.

Due cose non in contraddizione.E invece ci si è fermati subito. Ricordo la fatica per fare l'assemblea del 7 e 8 dicembre. Ricordo il sospetto reciproco sulla riforma della legge elettorale. Alla fine lo scioglimento delle camere ci ha colto in mezzo al guado.

Basta questo per spiegare il tracollo?Non basta. Ricordo che a febbraio fui io a chiedere insistentemente un incontro della sinistra arcobaleno con Veltroni per non dare per morta la coalizione. E invece la decisione di rompere a sinistra era stata già presa. E' rimasta la sensazione di un gioco delle parti con il Pd, è sembrata una separazione consensuale. E invece bisognava inchiodare Veltroni su questo punto, spiegare che così consegnava il paese a Berlusconi.

E adesso ci potrà essere un rapporto con il Pd?Sono per tenere aperta una porta per il centrosinistra. Ma adesso è il momento della lotta politica a denti sfoderati. Veltroni dice che le alleanze per le amministrative si decideranno caso per caso? Rispondiamogli che vada da solo. Sinistra arcobaleno può ancora essere determinante in molti luoghi. Ero per questa linea anche prima delle elezioni, non mi piaceva che Veltroni ci cacciasse dall'alleanza nazionale ma ci chiedesse di sostenere i sindaci del Pd. Dovevamo uscire subito dalle giunte, e poi ragionare.

E adesso come si fa politica fuori dal parlamento, come si fa l'opposizione a Berlusconi?La prima cosa è riprendere la parola sulle questioni essenziali. La sinistra in questo momento è al mutismo. Due mesi di congressi rischiano di bloccare tutto. L'opposizione fuori dal parlamento sarà indispensabile, anche perché ho l'impressione che dentro ce ne sarà poca. E' tutto un cinguettio: dialogo, collaborazione. Sembra di stare nel mondo di Heidi. Legislatura costituente? Ma cosa. Rimettiamo in piedi il movimento che aveva promosso il referendum del 2006 per difendere la Costituzione.

E la sinistra arcobaleno intanto? Progetto bocciato, progetto archiviato?Secondo me dobbiamo fare un altro tentativo. Uno. Non è immaginabile un parlamento con nessuno che si dice di sinistra. Il progetto va rivisto, è chiaro. Per fortuna nessuno ha particolare voglia di aderire alla costituente comunista di Diliberto. Una delle cose da rivedere è l'idea di non avere nemici a sinistra. Non tutta la sinistra può essere unita. Ma nessuno può pensare che di fronte al nuovo quadro con due, tre grandi partiti noi si possa restare sbriciolati in quattro, cinque piccole forze. Dobbiamo dare un segno di vita, e velocemente. L'anno prossimo, alle europee, va fatto il tentativo di una lista che si proponga come ponte tra le forze del socialismo europeo e le forze di sinistra alternativa.

mercoledì 7 maggio 2008


mercoledì 23 aprile 2008

Documento approvato dal Direttivo del 22 aprile 2008

1. Sinistra Democratica trae dall’esito della campagna elettorale la convinzione che, per le sorti del nostro Paese di fronte alla netta vittoria della destra, costruire la presenza ed il radicamento della sinistra sia irrinunciabile.

2. Intendiamo metterci subito al lavoro nelle diverse realtà del Paese perché sia possibile, ripartendo con un processo politico difficile ma necessario, dare fiducia e speranza a militanti, elettori ed elettrici, cittadine e cittadini, che abbiamo incontrato nel corso della campagna elettorale e che ringraziamo per l’impegno speso. A tutti questi e ai tanti che, delusi, si sono allontanati anche dal voto, chiediamo di essere con noi per costruire insieme un progetto per il Paese.

3. Ci rivolgiamo alle altre forze politiche della sinistra, impegnate come noi in una discussione approfondita che pienamente rispettiamo, sollecitandole a compiere ognuna nella propria autonomia passi decisivi nella direzione di un processo unitario che ora più che mai non può conoscere battute d’arresto.

4. Siamo stati consapevoli sin dall’inizio che questo processo di costruzione della sinistra italiana non può avvenire se insieme alle forze politiche non entrano in gioco i tanti e i diversi soggetti di una sinistra diffusa, presente nel territorio e ricca di esperienze e di partecipazione democratica.

5. Ognuna di queste realtà – e noi per primi - deve ora mettersi al lavoro affinché in un percorso costituente da aprire subito si definiscano valori, contenuti, programmi di un progetto che ha come obiettivo la costruzione di una sinistra in Italia nell’insieme delle sue fondamentali culture politiche, ispirata ad un nuovo socialismo e forte di una cultura di governo capace di interpretare e raccogliere le sfide che il Paese ha di fronte.

6. Sul piano politico sarà possibile contrastare la destra solo a partire dalla costruzione di un nuovo centrosinistra in Italia. Da soli non si è vinto, né si potrà vincere domani. Oggi è necessario alzarsi in difesa dei principi che fondano la Carta Costituzionale, opponendosi allo stravolgimento delle regole fondamentali della nostra democrazia politica rappresentativa. Il centrosinistra governa in tante città, province e regioni. Ci aspetta già nei prossimi giorni un appuntamento che riguarderà quasi tutte le province siciliane. Nei primi mesi del prossimo anno andranno al voto le più grandi città italiane e le principali province. Vogliamo dire fin d’ora che questo patrimonio politico va difeso e rafforzato, a cominciare dal ballottaggio che interesserà la provincia e la città di Roma. Rivolgiamo pertanto un appello forte alle donne e agli uomini di sinistra per recarsi alle urne, votare il centrosinistra, impedire alla destra di conquistare il governo della Capitale.

7. Rivolgiamo un saluto affettuoso a Fabio Mussi, il suo lavoro di questi anni è stato prezioso e profondo, siamo sicuri che tornerà presto, ristabilito da una degenza non breve, ad occuparsi della politica come ha sempre fatto e come abbiamo bisogno ritorni a fare.

8. Indichiamo ad ogni realtà territoriale di convocare assemblee nelle quali compiere un esame del voto e porre le condizioni per un rilancio immediato della nostra iniziativa politica. Sabato 10 maggio si terrà a Roma la Riunione del Comitato Promotore nazionale nel quale discutere delle prospettive politiche della sinistra italiana.

martedì 22 aprile 2008

Lettera al Direttivo di Fabio Mussi

Cari compagni e care compagne,
Ci sono dei numeri nelle analisi che sto svolgendo qui a Bergamo che mi obbligano ad ulteriori accertamenti ed interventi terapeutici.
Mi dispiace che il caso abbia voluto far precipitare insieme problemi privati e guai pubblici, tuttavia, ad impossibilia nemo tenetur.
Non sono manifestatamente in grado di riprendere l’attività politica, e del resto i trapiantati come me, anche quando le cose vanno bene, si prendono tutti molti mesi.
Vi prego di informare i compagni del direttivo.
A parte le questioni politiche, che richiedono persone nuove e una nuova generazione, è evidente che non posso mantenere il ruolo di coordinatore nazionale.
Naturalmente io ci sarò, nel contributo che posso dare, di elaborazione politica ed intellettuale per riprendere daccapo il discorso su una sinistra all’altezza dei tempi e che serva all’Italia.
Un abbraccio fraterno
Fabio Mussi

Bergamo, 21 aprile 2008

venerdì 18 aprile 2008

ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Nella Provincia di Ancona si è votato anche per il rinnovo dei Sindaci e dei Consigli comunali di Morro d’Alba, Chiaravalle e Falconara.

I risultati inducono a qualche considerazione più confortante per la Sinistra.

A Morro d’Alba Simone Spadoni, di Sinistra l’Arcobaleno, è confermato sindaco con quasi il 50% dei voti, battendo sia il candidato delle Destre che quello ex Margherita (oggi PD).

A Chiaravalle, l’on. Claudio Maderloni, porta la lista della Sinistra l’Arcobaleno quasi al 24% a fronte del pur rispettabile 6,2 % delle “politiche”, quasi quadruplicando i voti della contemporanea consultazione nazionale. A dimostrazione di quanto contino candidature effettivamente legate e riconosciute come tali dal territorio e dai Cittadini.

A Falconara, Sinistra Democratica guidata da Paola Stacchietti e Claudio Paolinelli, delude chi la voleva una lista da “quattro gatti” e raccoglie da sola – in una competizione tiratissima - ben 513 voti, pari al 3,1% (a fronte del complessivo 3,7% di Sinistra Arcobaleno alla Camera), portando il proprio candidato sindaco, arch. Carlo Brunelli, ad un più che onorevole 3° posto (oltre 2.000 voti e l’11.5 %).

A Falconara, dunque, la giovane Sinistra Democratica rivela una forza elettorale più ampia di PdCI e Verdi messisi insieme (2,5%)e di poco inferiore a quella di Rifondazione Comunista (4,3%) che, localmente, appoggiano il candidato “veltroniano”.

Le congratulazioni e il rigraziamento del Movimento vanno dunque a Simone Spadoni, Claudio Maderloni, Paola Stacchietti, Claudio Paolinelli e a tutti i candidati delle loro liste nei 3 Comuni, per la generosa e disinteressata disponibilità e per l’impegno che hanno dimostrato.

Allo stesso modo il ringraziamento di Sinistra Democratica va a tutti quei Cittadini che con il loro voto - “libero” dai ricatti del cosiddetto “voto utile” (peraltro rivelatosi non tale da impedire il ritorno al potere di Berlusconi e Bossi) - hanno garantito in quei Comuni una significativa affermazione che ci sprona a mantenere la rotta della costruzione di “La Sinistra – l’Arcobaleno”, quale nuovo soggetto politico della Sinistra forte, laica, moderna, unitaria e plurale.

Riccardo Maderloni - Coordinatore provinciale di Ancona - "Sinistra Democratica - per il Socialismo europeo".

venerdì 11 aprile 2008

IL 13-14 APRILE VOTA LA SINISTRA L'ARCOBALENO


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Dal Pd un ricatto elettorale, al Senato leveremo seggi alla destra



Intervista a Fabio Mussi


«Un´intervista inaudita. Franceschini prova forse a prenderci per i fondelli?».



Ha lanciato un appello agli elettori della sinistra.
«No, è un vero e proprio ricatto elettorale. Prima il Pd ci scarica e ora, in extremis, di fronte ad una possibile, probabile sconfitta ecco che mette le mani avanti e si prepara ad addossarci la responsabilità del flop. Se Berlusconi vince, è colpa della sinistra che non vota Veltroni. Ma per favore. Io allora l´accusa la rovescio per intero».

In che modo, ministro?
«Mon ami, Ralph Nader c´est vous, siete voi del Pd. Mica Bertinotti».

Tesi piuttosto ardita. Va spiegata.
«La competizione si sta giocando esattamente con le regole che il Pd ha voluto, le squadre si affrontano con lo schema perseguito ostinatamente da Veltroni: la competizione con Berlusconi senza la sinistra. Non l´abbiamo certo voluta noi la fine del centrosinistra».
Ma anche per Rifondazione e la sinistra, dopo il governo Prodi, la fase dell´Unione era chiusa.
«Con i miei amici della Sinistra arcobaleno ho insistito molto, all´indomani della crisi di governo, per un incontro con Veltroni, per capire che margini c´erano. Noi la mossa l´abbiamo fatta ma dall´altra parte abbiamo trovato un muro. Il leader del Pd, alla fine, fece filtrare l´idea di una separazione consensuale. Ma quando mai: la scelta fu loro. Al diavolo la sinistra. Però stranamente in certi casi i voti della sinistra non olent, non puzzano».

Quando?
«Al comune di Roma, alle regionali in Sicilia, in centinaia di comuni in tutta Italia, dove il Pd si presenta insieme a noi».

La partita fra Veltroni e Berlusconi non si gioca sul filo dei voti?
«Non credo, ma ammesso e non concesso l´uscita di Franceschini è anche tecnicamente sbagliata: al Senato la Sinistra toglierà più seggi al Pdl che al Pd. Conti alla mano. Una ragione in più per impegnarsi al massimo, ovunque, a superare lo sbarramento dell´otto per cento. Scaricare su di noi è troppo facile e comodo, sia in chiave pre-elettorale ma anche post-elettorale...».

Allude ad una resa dei conti all´interno del Pd, in caso di sconfitta?
«Non metto bocca, le dinamiche interne del Pd sono cose che non mi riguardano più. Certo che a rovesciare su di noi i problemi loro, sono piuttosto abituati. Come per i 20 mesi di governo. Avevano 20 ministri su 25, il presidente del Consiglio, due vicepremier. Molti onori e molti oneri. Invece, se a Palazzo Chigi le cose non hanno funzionato, di chi è la colpa? Ma è ovvio: del ministro Mussi, di Ferrero, di Pecoraro. Ma ci sarà in quel partito qualcuno che si assume una responsabilità, 'adsum qui feci', come citava spesso Alessandro Natta? Comunque, nelle parole di Franceschini c´è qualcosa di ancora più inquietante, che mi fa rizzare i capelli».

Addirittura?
«Il presidenzialismo di fatto, che si realizzerebbe nel nostro paese con la vittoria di Veltroni o di Berlusconi, al tempo stesso premier, segretario di partito e capo della maggioranza parlamentare. Vorrei ricordare a Franceschini che l´Italia è un regime parlamentare. E che meno di due anni fa abbiamo chiamato il popolo italiano ad un referendum per bocciare la riforma costituzionale della destra, a forte impalcatura presidenzialista. Adesso il vicesegretario pd ci propina l´elogio di tutti i poteri al leader. Ce lo dica: si preparano a ripresentare insieme a Berlusconi quella stessa controriforma bocciata dagli italiani?».

Appello al voto pro-Veltroni rispedito al mittente.
«Di più. Lo faccio io un appello, al vecchio elettorato dei Ds. Date un voto che garantisca le persone che si sentono di sinistra, fate in modo che siano rappresentate, e perché in futuro si possa tenere aperta una prospettiva di governo di centrosinistra. Influendo sulla politica del Pd».

martedì 25 marzo 2008

sabato 8 marzo 2008

A TESTA ALTA


Di Claudio Maderloni

Vorrei ringraziare le compagne e i compagni per quanto hanno detto e fatto in questi giorni circa la mia candidatura, ma soprattutto per come si sono spesi affinché Sinistra Democratica per il Socialismo europeo fosse degnamente rappresentata all’interno della lista elettorale.

In particolare ai giovani di questo movimento che si sentono “delusi”, voglio ricordare l’obiettivo fondamentale della nostro movimento, ovvero la scelta di spenderci attivamente in politica per unire la sinistra e il mondo ambientalista, per dare all’Italia una sinistra forte, unita e plurale.

Se avessimo semplicemente cercato un posto sicuro per appagare la vanità e le ambizioni personali, allora, a suo tempo, saremmo potuti entrare in un partito che oggi si rivela pieno di contraddizioni, senza precisi connotati, tanto che un suo slogan dice “non guardate il partito”.

Nell’attuale Parlamento, ormai in scadenza, diciannove deputati e dieci senatori hanno subito allettanti proposte perché cambiassero idea. La risposta è stata, semplicemente: “no grazie”. Abbiamo scelto un’idea, scelto da che parte stare e il nostro simbolo esprime le nostre priorità, che sono il lavoro, la Pace, l’ambiente e i diritti individuali.

Purtroppo non tutti fra noi hanno agito allo stesso modo, e alcuni hanno preferito assicurarsi una candidatura certa o un incarico successivo alle elezioni. Eppure dovranno condividere le scelte di chi vuole abolire l’articolo 18 (licenziamenti senza giusta causa) e magari pochi anni fa sono stati fra i sostenitori della grande manifestazione per difenderlo, oppure si dovranno sedere a fianco di chi ritiene che i dipendenti pubblici siano tutti fannulloni, o addirittura di qualcuno come il capo di Federmeccanica, che ha osteggiato il rinnovo dei contratti dei metalmeccanici, o si ritroveranno con quanti pensano che i diritti individuali si possano limitare, fino al punto di spingere il proprio cieco fondamentalismo all’estremo, addirittura fino a togliere la fiducia a Prodi (presidente del proprio Partito), come ha fatto la sen. Binetti.

Noi, abbiamo fatto una scelta di campo, chiara e siamo veramente convinti che una sinistra forte alla Camera dei Deputati e al Senato sia l’unica vera garanzia che il nostro progetto vada avanti.Ci sarebbe servito più tempo, per approfondire, discutere, ma soprattutto per coinvolgere altre persone, rappresentative di realtà diverse dai singoli 4 partiti. Forse abbiamo perso momenti preziosi per confrontarci con quanti lentamente, in questi anni, si sono allontanati dalla vita politica, oppure non vi hanno mai partecipato, e magari costruire proprio con loro le basi per un soggetto politico nuovo della sinistra.

Ma la caduta prematura del governo Prodi non ci ha permesso di prepararci adeguatamente alla sfida della creazione di un soggetto unitario; di conseguenza le imminenti elezioni politiche ci hanno costretto ad occuparci frettolosamente delle liste elettorali.Questo limite può essere recuperato , in campagna elettorale e soprattutto dopo.

La nostra proposta politica è la vera novità nello scenario italiano. Siamo orgogliosi di essere rappresentati tutti da un simbolo unico sulla scheda elettorale.E’ per tutto questo che chiedo ai compagni e alle compagne di guardare avanti, di guardare al traguardo, per ritrovarci a festeggiare un avvenimento, di cui è necessario gettare le basi in questo momento.La mia candidatura al terzo posto è importante, ho accettato perché sono convinto della riuscita del progetto. Al di là dei destini personali, la nostra proposta è la carta vincente per chi soffre, chi non arriva alla fine del mese, chi non riesce a pagare l’affitto oppure è in difficoltà con i mutui.

Siamo la speranza anche di quelle coppie che si amano e che non vedono riconoscere i loro diritti, di quelli che pensano che la pace si persegue iniziando ad abbattere i costi per il riarmo, perché non si possono investire risorse per i sommergibili da guerra e gli aerei da combattimento. Siamo fra quelli pienamente consapevoli del ruolo svolto dagli agricoltori, con molti sacrifici, nella difesa del territorio, della necessità di difendere l’acqua come un bene primario e prezioso.

Noi vogliamo rappresentare il precario che vuole certezza, il lavoratore cosciente della conquista delle otto ore, del diritto a lavorare in condizioni sicure. Noi vorremmo che la morte di un pescatore o di un agricoltore sul lavoro venga considerata inaccettabile come quella di altri lavoratori. Noi difendiamo le donne che rivendicano il diritto di decidere la loro vita senza imposizioni, chi vuole un sindacato dei lavoratori libero e autonomo, affinché non ci siano più uomini sfruttati come schiavi.

Noi combattiamo perché che sulla tavola ci siano cibi sani, perché non sia più rinviabile una seria politica di risparmio energetico e un forte sviluppo di energie alternative.Potrei continuare, cari compagni, poiché molte sono le ragioni della necessità di dare vita e consolidare “la Sinistra l’Arcobaleno”. Rispetto a questo obiettivo le vicende personali scompaiono, contrastando l’individualismo di stampo berlusconiano, che come un morbo si è diffuso in tutti i settori.

Dobbiamo batterci per infrangere il muro formato dalla concentrazione dei mezzi di informazione in due sole mani, quelle di Veltroni e di Berlusconi, e questa impresa potrà riuscire solamente se ogni compagno, ogni cittadino si muoverà nel proprio territorio, quotidianamente, testimoniando che la Sinistra l’Arcobaleno è indispensabile per far crescere il nostro paese. Bisogna affrontare questa battaglia elettorale con orgoglio, fermi nei nostri principi, felici di contaminarci e di mescolarci tra noi. Una pluralità di soggetti, alcuni che si richiamano al socialismo europeo, altri fieri di essere comunisti, altri ancora ambientalisti, tutti desiderosi di comporre uno strumento forte, che guardi con coraggio alla possibilità di governare, ma, nel caso di insuccesso, garante di una vera opposizione.

Occorre mescolarsi per rappresentare una proposta unitaria, che superi tutti i personalismi.E’ con questo spirito che ho accettato il terzo posto nella lista dei candidati alla Camera, subito dopo Lidia Menapace: una compagna che è stata partigiana, ha combattuto il fascismo, ha difeso le donne, ha combattuto per la pace e per il disarmo e che ci ha regalato libri ed articoli eccezionali.

Questo è lo spirito di servizio con cui ho sempre agito, che mi ha portato, anche durante il recente mandato parlamentare, ad interessarmi dei problemi di Ancona, della Provincia e della nostra Regione.Mi sono occupato del Cantiere navale e del porto così come di problemi contingenti, quali quelli degli alluvionati, della vertenza alla Sadam. Ho presentato una proposta di legge per la tutela dei laghetti di Portonovo, mi sono interessato della sorte dei dipendente della Manifattura tabacchi e dei pescatori, anche quando si è creata una situazione di crisi con la Croazia. Ho sollecitato l’attuazione di norme utili ai cittadini ed alla Amministrazione comunale di Falconara alle prese con una difficilissima crisi finanziaria. Mi sono battuto contro la Quadrilatero e molto altro. Sono sempre stato mosso da un forte legame con il mio territorio e con la mia gente.

Con lo stesso spirito vi chiedo di mirare alto, di impegnarvi in una grande campagna elettorale, di non guardare tanto alla composizione delle liste ma di avere presente il progetto politico che ci ha animato sin dal principio, convinti della sua importanza.Nei mercati, nelle piazze, tra la gente dobbiamo far capire le nostre idee, e, anche se altri, disponendo di mezzi imponenti, vendono un prodotto sicuramente ben confezionato, ma io penso molto indigesto, noi non ci dobbiamo scoraggiare.In fondo abbiamo sempre amato poco gli sprechi, non ci piace inquinare.

Diamo fiducia al nostro progetto, costituiamo circoli e sedi unitarie per rendere sempre più forte LA SINISTRA L’ARCOBALENO.

Claudio Maderloni